In collaborazione con EBAFoS
Ente Bilaterale dell'Artigianato
per la Formazione e la Sicurezza

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FAQ

In quali casi il datore di lavoro può svolgere le funzioni di RSPP?

Come faccio a sapere se la mia azienda è classificata a rischio basso per l’antincendio?

Come avviene la nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)?

Quanti sono gli RLS che occorre nominare e formare in un’impresa?

Quali sono i compiti dell’RLS?

Cosa prevede la normativa vigente in merito alla formazione obbligatoria dei lavoratori da parte del datore di lavoro?

Quali sono le sanzioni per il datore di lavoro nel caso in cui non adempia agli obblighi di formazione del proprio personale?

E’ possibile svolgere interamente on line la formazione per addetti antincendio rischio medio e rischio alto?

La formazione per addetti al videoterminale è obbligatoria? Quali sono i soggetti che la devono svolgere?

E’ possibile svolgere il corso di Addetto al Primo Soccorso Aziendale interamente on line?


In quali casi il datore di lavoro può svolgere le funzioni di RSPP?

Il datore di lavoro potrà assumere in proprio le funzioni di RSPP nei seguenti casi:

  • Aziende artigiane e industriali : fino a 30 addetti
  • Aziende agricole e zootecniche : fino a10 addetti
  • Aziende della pesca : fino a 20 addetti
  • Altre aziende : fino a 200 addetti

Nel caso in cui non sia possibile per il datore di lavoro l'assunzione dell'incarico di RSPP, si dovrà provvedere ad incaricare un impiegato interno o rivolgersi ad un RSPP esterno.

La funzione di RSPP interno o esterno all'azienda prevede la qualificazione delle figure preposte attraverso la frequentazione di specifici corsi di formazione in dipendenza del settore ATECO dell'impresa.

  

Come faccio a sapere se la mia azienda è classificata a rischio basso per l’antincendio?

La classificazione del rischio antincendio è contenuta all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La classificazione dei rischi è disciplinata dal D.M. 10 marzo 1998, che potete consultare cliccando qui.

Di norma, rientrano nella categoria del rischio basso, tutte quelle attività non classificabili a medio ed elevato rischio e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.


Come avviene la nomina del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)?

L'art. 47, comma 2 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che “in tutte le aziende, o unità produttive, eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (RLS). Tale figura può essere individuata sia in ambito aziendale (RLS), sia Territoriale (RLST, art. 48) che a livello di Sito Produttivo (RLSSP, art. 49). A seconda del numero di dipendenti presenti in azienda il D.Lgs 81/2008 prevede diverse modalità di nomina/elezione del RLS.

Fino a 15 lavoratori:

Per Aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori, secondo quanto previsto dall'art. 47, comma 3 del D.Lgs. 81/2008, il RLS viene di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48.

Più di 15 lavoratori:

Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

L’elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nell’ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con Decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.



Quanti sono gli RLS che occorre nominare e formare in un’impresa?

Il comma 7 dell’art. 43 del D.Lgs 81/08 disciplina il numero minimo dei rappresentanti

7. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti è il seguente:

a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori;

b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;

c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederal i o dalla contrattazione collettiva.


Quali sono i compiti dell’RLS?

L’art. 50 del D.Lgs 81/08 disciplina i compiti svolti dal RLS come di seguito elencati:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;

c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;

e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;

h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;

l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;

m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;

n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l’accesso ai dati, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla Legge per le rappresentanze sindacali.

3. Le modalità per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.

4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a).

5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per l’espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3.

6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo m30 giugno 2003, n. 196(N) e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni.

7. L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.


Cosa prevede la normativa vigente in merito alla formazione obbligatoria dei lavoratori da parte del datore di lavoro?

L'articolo 18 del D.lgs 81  “Obblighi del datore di lavoro e del dirigente” prevede una serie di obblighi per il datore di lavoro, tra cui “adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli art. 36 e 37”

Il datore di lavoro deve informare, formare e addestrare ogni lavoratore relativamente ai rischi per la salute e la sicurezza del lavoro connessi all'attività della impresa in generale e sui rischi specifici a cui il lavoratore stesso è esposto in relazione all'attività svolta.


Quali sono le sanzioni per il datore di lavoro nel caso in cui non adempia agli obblighi di formazione del proprio personale?

Il mancato rispetto degli obblighi di formazione e addestramento dei lavoratori previsti dal DLgs. 81/08 s. m. e i. espone il Datore  di lavoro alle seguenti sanzioni:

1) Mancata designazione di un RSPP – Sanzione penale prevista all’art. 55 del D.Lgs 81/08 s. m. e i. in capo al Datore di lavoro: arresto fino a 6 mesi o ammenda fino a 6.400 euro

2) Assenza di formazione/informazione/ addestramento ai lavoratori – Sanzione penale prevista all’art. 55 del D.Lgs 81/08 s. m. e i. in capo al Datore di lavoro: arresto fino a 4 mesi o ammenda fino a 5.200 euro

3) D. Lgs. 231/01 – sanzione fino a 1.500.000 euro o arresto fino a 1 anno, per illeciti commessi dal soggetto apicale, in caso di infortuni con lesioni gravi o superiori

Con i nostri corsi on line comodamente dalla propria postazione di lavoro il dipendente può consultare il singolo corso e accedere al test di autovalutazione per certificare l'avvenuta attività formativa. Viene rilasciato un attestato di partecipazione al corso on line legalmente valido, che il datore di lavoro deve conservare insieme alla documentazione aziendale del D.lgs 81/2008.


E’ possibile svolgere interamente on line la formazione per addetti antincendio rischio medio e rischio alto?

No. Non è possibile in alcun modo adempiere agli obblighi di legge previsti per la formazione degli addetti antincendio in attività a rischio di incendio medio e alto. Il DM 10 marzo 1998 che disciplina i contenuti della formazione per queste figure, prevede espressamente un modulo di esercitazioni pratiche che prevedono “esercitazioni sull'uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti” per il rischio medio ed “esercitazioni sull'uso delle attrezzature di spegnimento e di protezione individuale” per il rischio alto. Tali esercitazioni sull’uso devono quindi essere svolte all’aperto e con l’ausilio di appositi dispositivi.


La formazione per addetti al videoterminale è obbligatoria? Quali sono i soggetti che la devono svolgere?

Il Titolo VII del D.Lgs 81/08 e succ. int. disciplina gli obblighi del datore di lavoro in materia di utilizzo di attrezzature munite di videoterminali. L’art. 173 definisce come lavoratore addetto al videoterminale colui che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni, sia quelle dovute da legge che dalla mansione stessa.

Il datore di lavoro è quindi tenuto, per questa categoria di lavoratori, ad adempiere agli obblighi di sorveglianza sanitaria imposta dall’art. 176 e agli obblighi di formazione specifica imposta dall’art. 177.


E’ possibile svolgere il corso di Addetto al Primo Soccorso Aziendale interamente on line?

No. Il corso per Addetto al Primo Soccorso Aziendale per le aziende di gruppo B e C prevede tre moduli. I moduli A e B che sono moduli teorici sul riconoscere un’emergenza sanitaria, allertare il sistema del pronto soccorso e sui trami e patologie comuni sul luogo di lavoro. L’utilizzo della formazione on line non è vietato per questi due moduli. Il modulo C, che va a completare il percorso, ha come oggetto “acquisire capacità di intervento pratico” in materia di pronto soccorso. Non può quindi essere svolto on line, in quanto richiede la presenza di un medico che mostra l’esecuzione delle primarie tecniche di pronto soccorso con l’ausilio spesso di un manichino, e invita i lavoratori a ripetere i movimenti. La stessa natura del modulo impone che non possa essere svolta con un dispositivo a distanza come la formazione on line o tramite cd-rom o video.